IVA agevolata legge 104: cos’è

Si è stimato che l’incontinenza è una patologia che colpisce circa cinque milioni di italiani. Ciò vuol dire che poco meno del 10% della popolazione italiana soffre di incontinenza urinaria o fecale. I diritti di chi soffre di incontinenza sono stati regolamentati da diverse disposizioni normative. Il disegno di legge presentato in Senato diversi anni fa ha disciplinato che, nel caso di incontinenza grave, è riconosciuta una percentuale di invalidità civile. Questo disegno di legge è comunemente noto come la legge 104, che si applica dunque anche a chi soffre di incontinenza urinaria o fecale.

Incontinenza: cosa prevede la legge

Come scrive Carlos Arija Garcia sull’autorevole sito di informazione legale “laleggepertutti.it”, il disegno di legge presentato in Parlamento disciplina i diritti di chi soffre di incontinenza urinaria o fecale. Il ddl stabilisce che le Regioni e le Aziende di Tutela della Salute (ATS) devono essere in grado di assicurare determinate prestazioni. In particolare: “appositi fondi del Servizio sanitario nazionale ai pazienti incontinenti a titolo completamente gratuito, tutti gli interventi preventivi, curativi, compresi quelli farmacologici, ausiliari-protesici e riabilitativi necessari, connessi alla loro patologia ed invalidità”.

Legge 104, i diritti di chi soffre di incontinenza:

  • I presidi sanitari presenti sul mercato da fornire ai soggetti portatori di incontinenza urinaria o fecale. Inoltre, anche il quantitativo mensile di materiale da concedere loro gratuitamente, in rapporto ad età, classe di gravità della patologia, complicanze e compatibilità.
  • I livelli di assistenza socio-sanitaria a domicilio nei luoghi di lavoro se necessaria.
  • Le modalità per garantire l’educazione e l’adeguata informazione dei pazienti e dei familiari per ciò che attiene alle procedure da adottare per il mantenimento dell’igiene personale allo scopo di prevenire complicanze.
  • Le modalità del controllo clinico periodico della funzionalità e della condizione dello stato funzionale dell’incontinenza anche per una rivalutazione dell’adeguatezza dei presidi adottati e dei trattamenti riabilitativi in atto.
  • L’assistenza burocratica per il rapido disbrigo delle pratiche relative alle richieste dei presidi ausiliari-protesici.
  • Il rilascio delle certificazioni mediche necessarie ai fini assistenziali, riabilitativi e previdenziali.
  • L’assistenza domiciliare da parte di personale infermieristico specializzato o di operatori socio-sanitari, in particolare per i soggetti anziani o non autosufficienti e nei confronti dei bambini.
  • L’introduzione dell’obbligo di prevedere nei locali pubblici, sui mezzi di trasporto pubblici e nei luoghi di lavoro spazi e attrezzature idonei ad assicurare ai disabili incontinenti la possibilità di poter svolgere in modo adeguato le funzioni necessarie, anche nel rispetto di regole igieniche particolari e della necessaria esigenza di riservatezza (bagni riservati, specchi, lavandini, irrigatori, appositi raccoglitori igienici per rifiuti, spogliatoi, illuminazione adeguata, aeratori, …).

Il ddl prevede anche tra i diritti di chi soffre di incontinenza la possibilità di usufruire di sei ore settimanali di assenza dal lavoro per esigenze igienico-sanitarie essendo regolarmente retribuiti. Inoltre, in caso di patologia medio-grave, è possibile avere una riduzione della tariffa dell’acqua per uso domestico pari al 50%.

Incontinenza e invalidità civile (legge 104)

La legge 104 disciplina i vari livelli di invalidità da concedere a chi soffre di incontinenza urinaria e/o fecale:

  • Per l’incontinenza urinaria di media gravità è prevista una percentuale di invalidità dell’80%.
  • Nel caso in cui si soffra di un’incontinenza urinaria grave oppure di un’incontinenza fecale grave, allora la percentuale di invalidità corrisposta è del 100%.
  • Quando si è afflitti sia da incontinenza urinaria grave che da incontinenza fecale grave, allora, oltre all’invalidità del 100%, è prevista un’indennità. Ciò in virtù del fatto che il soggetto non è in grado di compiere autonomamente alcuni atti quotidiani della vita.

Questo, secondo il legislatore significa avere il diritto a:

  • ricevere contributi economici a seconda della percentuale di invalidità.
  • avere il riconoscimento dello stato di handicap in base alla legge 104.
  • essere iscritti in apposite liste di categorie protette ed eventuale collocamento al lavoro.
  • assicurarsi la fornitura gratuita dei pannoloni o di cateteri.

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