Nella prevenzione e nel trattamento dell’incontinenza, l’infermiere ricopre un ruolo di primo piano. Queste sono le considerazioni fatte dal “Consejo General de Enfermerìa”, sulle pagine di Redaccion Medica, rivista medica spagnola. L’incontinenza urinaria è una delle patologie maggiormente diffuse a livello globale ed è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno dei maggiori problemi a livello geriatrico. Le forme di incontinenza urinaria sono diverse, ma le due più diffuse sono: quella da sforzo, che si presenta con la perdita involontaria di urina durante uno sforzo fisico; e quella da urgenza, legata all’incapacità di raggiungere tempestivamente la toilette quando si ha la necessità di urinare. Generalmente, nonostante i numeri relativi all’incontinenza urinaria siano incompleti, si stima che le donne siano maggiormente affette dalla patologia, anche se, con l’avanzare dell’età, essa colpisce indistintamente maschi e femmine.

La prevenzione e l’intervento infermieristico

L’incontinenza urinaria influisce negativamente a livello psico-fisico sulla salute del paziente. Inoltre, essa è una delle maggiori cause di disabilità. La patologia crea imbarazzo in chi ne soffre, avendo come conseguenza l’isolamento sociale e la mancanza di richiesta d’aiuto.

Per tali motivi, l’infermiere che deve assistere un paziente incontinente svolge un ruolo fondamentale sia nella prevenzione che nella fase di intervento. Egli ha il compito di valutare il paziente e di scegliere la tipologia di intervento migliore da attuare.

L’infermiere può proporre diversi interventi preventivi:

  • La dieta: al fine di prevenire l’incontinenza urinaria è importante eliminare l’assunzione di bevande alcoliche o contenenti caffeina. È consigliabile seguire una dieta sana per evitare il sovrappeso, che facilitano l’insorgere o l’acuirsi dell’incontinenza urinaria.
  • Il pavimento pelvico: gli esercizi di Kegel sono una soluzione preventiva ottimale consistenti in una serie di esercizi per rinforzare la muscolatura pelvica. L’infermiere ha il compito di insegnare al paziente la corretta esecuzione di questi esercizi.
  • Svuotamento programmato o a tempo della vescica: è una tecnica adottata per regolarizzare la vescica e consentire al paziente di svuotarsi in maniera regolare.
  • Diario della vescica: consiste nel registrare giornalmente i liquidi assunti, i tempi di minzione e gli episodi di incontinenza urinaria. Grazie al diario della vescica è possibile organizzare la giornata attuando azioni preventive volte ad arginare l’incontinenza urinaria.

 

L’infermiere nella prevenzione all’incontinenza

L’infermiere è in una posizione chiave per assistere chi è affetto da incontinenza urinaria. Gli infermieri hanno il potenziale per identificare le persone con incontinenza, stabilire l’intervento appropriato e provvedere ad “educare” sulla trattazione della patologia l’assistito. Non sempre però la figura dell’infermiere ha l’esperienza necessaria per valutare i casi di incontinenza. Altre volte, la patologia è vista come un normale sintomo dell’invecchiamento e, per questo motivo, viene sottovalutata.

L’infermiere, però, è il soggetto che è maggiormente a contatto con il paziente che potrebbe manifestare i sintomi dell’incontinenza urinaria e/o fecale. Avendo un contatto quotidiano con i pazienti, la figura dell’infermiere è quella più idonea a identificare l’insorgere della patologia. Essendo i soggetti affetti da incontinenza poco propensi a parlare della loro problematica, l’infermiere deve captare dei segnali che possano consentirgli di comprendere se il paziente è affetto da incontinenza o meno. Ad esempio, egli deve riconoscere dei cambiamenti nel normale funzionamento del tratto urinario e di quello fecale.

La figura dell’infermiere è, dunque, centrale nella trattazione dell’incontinenza urinaria e nella sua prevenzione. L’infermiere ha il compito di prevenire, educare e consigliare la soluzione personalizzata migliore al paziente affetto da incontinenza.

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